Pubblichiamo un articolo di Michele Prandi, scritto in occasione dell’incontro on line sulla metafora del 15 maggio 2026, organizzato dal Giscel Veneto.
Lo studio della metafora ha qualche cosa di paradossale. La strada che porta alla sua identificazione è stata aperta una volta per tutte da Aristotele che, nella Poetica, definisce la metafora come l’esito del trasferimento di una parola fuori dal suo territorio di appartenenza: métaphorà dé estin onómatos allotríou epiphorà, «La metafora consiste nel trasferire a un oggetto il nome che è proprio di un altro». Al tempo stesso, la messa punto del concetto nel corso dei millenni non è ancora conclusa, e ogni volta che ci pensiamo scopriamo qualche nuova sfaccettatura. Le radici del paradosso sono due.
La prima ci porta all’esterno, e riguarda l’identificazione stessa della metafora. La definizione seminale della metafora come trasferimento di una parola lascia in ombra un punto essenziale: trasferire una parola fuori dal suo ambito non comporta necessariamente trasferire il concetto che denota. La mancata distinzione ha finito per oscurare, già nella Poetica, il confine tra la metafora, che trasferisce un concetto lontano da casa sua, e la metonimia, che dopo aver trasferito una parola riporta a casa sua il concetto che denota. Tra gli esempi di trasferimento – metaphorà – forniti da Aristotele, in effetti, ci sono sia espressioni che noi interpreteremmo come metafore, sia espressioni che noi interpreteremmo come metonimie. L’espressione chalkô apò psychèn arúsas, dopo aver attinto l’anima /la vita con il bronzo, ad esempio, contiene una metafora – attingere l’anima / la vita, che tratta l’anima e la vita come un liquido – e una metonimia: il bronzo per riferirsi a un’arma di bronzo.
La seconda radice è interna. Il trasferimento di un concetto provoca esiti diversi, anche opposti. Di conseguenza, la metafora include una costellazione di tipi dal profilo diverso, anche opposto. Una descrizione coerente deve essere in grado di ricondurre all’unità i diversi tipi documentati di metafora.
A partire da questa premessa, il progetto di disegnare una mappa ragionata e coerente del territorio della metafora comporta due tappe. Traccerò dapprima i confini esterni, separando con un criterio rigoroso la metafora dalla metonimia, per poi identificare i diversi tipi di metafora resi possibili dal trasferimento di un concetto in un territorio estraneo.




